
Una bella domanda che tutti i risparmiatori italiani ed europei sperano positiva!
Il nostro caro Presidente è stato costretto a mettere le mani nelle tasche di tutti gli italiani con suo dispiacere anche se apparentemente sembra che la manovra tocchi maggiormente i più abbienti. Ma sarà veramente cosi?
A nostro avviso la proposta del governo è molto buona per i tagli diretti alla politica ma è carente su una visione di lungo periodo, infatti tutte le mosse sono improntate su tagli ma non su incentivi per far ripartire l’economia italiana.
Il governo sembra che non abbia ancora ben capito quale sia il problema principale che bisognerebbe risolvere!
La disoccupazione stenta a diminuire e tutte le manovre finora adottate non cercano di risolvere questo problema che è evidentemente uno dei principali motivi del tonfo delle borse mondiali. Prendiamo la settimana passata, il DJI ha decisamente cambiato la sua intonazione dopo la pubblicazione dei dati sulla diminuzione dei sussidi che è risultata migliore delle previsioni.
Domani la borsa italiana sarà chiusa per festività ma un’indicazione importante giungerà dal mercato valutario internazionale – Forex e dal prezzo dell’oro che non sembra aver finito la propria corsa.
Non restano molti dubbi sul fallimento del primo stato europeo dopo lo scoppio della crisi finanziaria. Il Fondo monetario internazionale e tutte le altre Istituzioni Europee di “supporto” stanno cercando di rimandare il default greco con la concessione di altri finanziamenti e con la ristrutturazione del debito ellenico, con la speranza di poter minimizzare i rischi anche perché tutti gli aiuti adottati fino ad oggi non sembrano essere stati molto d’aiuto e hanno infatti soltanto aggravato la posizione debitoria della Grecia.
Ieri le principali banche francesi si sono dichiarate favorevoli ad un roll-over del debito greco e la Merkel ha precisato che l’Europa non può permettersi bancarotte incontrollate e che i Paesi in difficoltà (al momento Spagna e Portogallo, senza dimenticare l’Italia) dovranno essere sostenuti attraverso strumenti che favoriscano la loro competitività e che riducano il loro debito.
Intanto le borse europee continuano a registrare forti perdite e anche l’euro in confronto del dollaro a terminato le contrattazioni della settimana con un calo dell’1,15%, chiudendo a 1,4346$.
Da tener sotto controllo anche il tasso Euribor che non sembra intenzionato a fermare la sua corsa. Gli operatori giustificano il movimento con le passate manovre della BCE, ma da parte nostra crediamo che sia più riconducibile all’affidabilità delle banche europee che pian piano sta perdendo il suo smalto.
La moneta unica europea ha aperto le contrattazioni di stamane in retromarcia, ma con un colpo di coda ha invertito la rotta prima dell’apertura della Borsa di Milano. Guadagna nei confronti del dollaro e dello Yen rispettivamente lo 0,03% (a quota 1,4827 USD) e lo 0,10% (a quota 120,085 JPY). .
In mattinata l’euro viaggia in territorio positivo anche nei confronti della moneta inglese, date le brutte notizie provenienti dal settore manifatturiero del Regno Unito e la visione pessimistica degli operatori che prevedevano un probabile aumento dei tassi da parte della Boe. Attualmente quota a 0,8992 GBP con un guadagno dello 0,01%.
Il Portogallo ieri sera ha raggiunto finalmente un accordo con l’Unione Europea e il Fondo Monetario Internazionale per il piano di salvataggio, che prevede un finanziamento per 78 miliardi di euro. Il comunicato è stato accolto dal mercato valutario senza recare particolari variazioni. Secondo Greg Salvaggio, vice presidente della Tempus Consulting, il mercato valutario ha ormai scontato il rischio di debito della zona euro ed è più focalizzato sulle prossime decisioni della Fed e della Bce. Ricordiamo che sono attese nei prossimi giorni indicazioni per un possibile rialzo dei tassi nel mese di giugno.
Un nuovo record per l’Euro contro il dollaro. Dopo aver toccato quota 1,4882 dollari, la moneta europea è scambiata attualmente a 1,4842. Erano ben 16 mesi che il cambio EUR/USD non vedeva livelli così alti. Il forte rialzo è dovuto principalmente alla decisione della Federal Reserve di ieri, che ha deciso di lasciare invariati i tassi di interesse statunitensi.
Intanto i prezzi future dell’oro sono saliti a 1532 dollari all’oncia (nuovo massimo storico). Non resta a guardare anche l’argento che ha oltrepassato la soglia dei 48 dollari all’oncia, registrando un +4,34% (massimo storico dell’argento 49,45 dollari all’oncia registrato il 18 gennaio 1980).



